Viaggio ad Aquileia aspettando Matrona

 

Per conoscere l’antico mondo dei Romani che stiamo studiando ho deciso di andare….poco distante da casa, ad Aquileia.

Cominciamo dalle origini: Aquileia è stata fondata nel 181 a.C. secondo quanto riportato dallo storico Tito Livio.

Quando venivano inviate le truppe in un nuovo territorio, ai soldati veniva dato un pezzo di terra da coltivare in modo che restassero sul posto, e sembra che ai soldati mandati a Aquileia sia stato dato un pezzo di terreno più grande del solito, perché pare che nessuno fosse contento di fermarsi in questa località.

In realtà Aquileia sorge in un posto strategico e il suo cardo, cioè la strada che va da nord a sud, è l’ultimo tratto della via detta Ad Noricum, cioè verso il nord, nota anche come via Giulia Augusta (ancora oggi si chiama così) ed era vicino al mare.                                                                                                                         Proprio prima di iniziare la visita dal Foro, si vede una parte del Decumano originario del tempo. Il decumano era la strada perpendicolare al Cardo che andava da Est a Ovest. La pavimentazione non è proprio la prima realizzata perché il Decumano è stato ripavimentato nel II secolo d.C. e questa opera è stata finanziata da una ricca Patrizia, Aratria Galla.

Mappa di Aquileia

Il decumano di Aratria Galla

Gli scavi del Foro iniziarono negli anni 30 ed oggi rimangono delle colonne e la pavimentazione. Secondo la ricostruzione, il Foro era lungo circa 100 metri, aveva un porticato con colonne ai due lati, decorato con statue d’oro (sono stati trovati residui d’oro durante gli scavi), su uno dei due lati corti c’era una basilica che era però un ufficio amministrativo e non religioso, ed era costruito in pietra portata probabilmente dall’Istria.                                                                                                                                             La canaletta piovana dell’acqua che si vede ancora oggi in caso di pioggia funziona perfettamente!! Il foro era una zona pedonale dove si svolgevano attività commerciali tipo il mercato, era infatti collegato al porto così che quando la merce arrivava veniva subito portata nel luogo in cui veniva venduta.

La canaletta di scolo acqua

Il Porto ed io che prendo appunti

Dopo il Foro siamo giunti fino al Porto e qui è subito sorta una domanda: il fiume era lo stesso sgorbio d’acqua che si vede oggi? Perché sinceramente in quel fiumiciattolo potevano passare le barchette di carta dei bambini ma non grosse navi piene di merci…Serena, la nostra guida, ha subito chiarito il mistero: il fiume in epoca romana era largo 48 metri perché è stata trovata anche la banchina opposta a quella che abbiamo visitato noi proprio a quella distanza.      

Una curiosità è che i Romani avevano messo nella zona dietro all’altra banchina, quella più distante dal centro città, tutte le attività più inquinanti o pericolose, tipo le fornaci, proprio per creare meno disturbo agli abitanti della città. Il porto di Aquileia era inoltre legato a quello di Grado dove attraccavano le navi grandi che avevano viaggiato nel Mar Adriatico e da lì le merci venivano caricate su navi più piccole che arrivavano ad Aquileia.

Bitta Romana (dove si legavano le navi alla banchina del porto)

       

Ad Aquileia arrivavano da Nord (lungo il cardo Ad Noricum detto anche Via dell’Ambra) pellicce, pelo, ambra e purtroppo schiavi. Da Sud invece vino, olio e pietre  dure con cui venivano fabbricati i gioielli. La domanda che è sorta subito dopo è stata: ma allora come si è passati da un  fiume largo 48 metri a questo fiumiciattolo che vediamo oggi? La risposta è che è molto probabile che il fiume sia stato deviato. Aquileia infatti ha subito vari assedi: tre durante il II e III secolo d.C., ed un quarto nel IV secolo da parte di Giuliano l’Apostata e sembra che sia stato proprio lui a far deviare il fiume che era un confine naturale della città, la proteggeva e forniva anche acqua potabile. Ma nonostante questo enorme sforzo nemmeno il suo assedio ebbe esito positivo. L’ultimo assedio è stato quello di Attila nel 452 d.C., re degli Unni, che riuscì nell’impresa e distrusse la città.

Dopo il periodo romano Aquileia non è più riuscita a tornare all’antico splendore, forse anche per colpa della geologia del suo terreno molto paludoso, che è stato poi fatto bonificare da Maria Teresa d’Austria.

 

E pensare che Aquileia nel periodo di massimo splendore era la quarta città italiana e la nona città di tutto l’Impero e si pensa avesse circa 60.000 abitanti. Era così importante da essere stata visitata anche dall’imperatore, in particolar modo da Costantino che si dice proprio a Aquileia ha conosciuto sua moglie.

La nostra visita si è conclusa nella Basilica che è stata costruita nei primi anni del IV secolo d.C., in pratica appena il Cristianesimo è stato dichiarato legale con l’Editto di Costantino nel 313 d.C.. Al Primo Concilio ad Arles partecipò anche il Vescovo Teodoro di Aquileia, segno dell’importanza che la comunità paleocristiana di Aquileia aveva già all’epoca. Il pavimento della basilica è il più grande pavimento paleocristiano finora trovato ed è stato riportato alla luce perché era stato coperto da un altro pavimento aggiunto in epoca successiva.

 

Particolare del Mosaico

Il Mosaico della navata centrale

 

I mosaici che sono ben visibili oggi riportano alcune immagini legate al messaggio cristiano: vi sono molti nodi di Salomone, che non hanno inizio né fine e quindi rappresentano l’Eterno, oppure sono raffigurati in lotta tra di loro un gallo che rappresenta la luce perché canta di mattina e quindi rappresenta il bene e una tartaruga che invece è un animale chiuso e rappresenta il male anche forse per il suo nome che ricorda Tartaros che in greco significa inferi. Sono rappresentati anche alcuni animali di zone lontane, come le antilopi, e questo probabilmente è dovuto al fatto che gli artigiani che hanno decorato la Basilica non erano tutti dei dintorni, ma qualcuno veniva anche da lontano proprio perché si è cercato personale molto specializzato e qualificato. La parte più a nord dei mosaici è anche quella descritta da Radio Magica perché è quella che raffigura il mare e i pesci e tra l’altro i pesci sono rappresentazioni fedeli dei pesci che si possono trovare nei nostri mari. La scena principale è quella di Giona che viene mangiato da un mostro marino (e non dalla balena) e che poi viene “sputato” in un altro luogo e dorme beatamente sotto una pergola. Questa rappresentazione è legata al concetto di morte e resurrezione perché all’epoca era necessario che il messaggio nuovo della Religione cristiana venisse diffuso nel modo più semplice possibile perché era nuovo e perché le persone non sapevano leggere e scrivere.

La Basilica all’inizio aveva una forma a U e la seconda parte della U è stata poi distrutta e al suo posto è stato costruito il Campanile, rubando i materiali dell’anfiteatro romano!!

La nostra guida Serena ha poi completato il racconto di cosa è successo alla Basilica in epoche successive ma io avevo già la testa piena di informazioni e poiché non so niente altro delle epoche successive, mi sono fermata qua.

Tutto quello che vi ho raccontato l’ho appunto sentito da Serena che è stata super brava e paziente e che ringrazio infinitamente.

 

Spero che l’emozione che ho provato io scoprendo gli antichi romani ad Aquileia la proviate anche voi leggendo il mio report.

 

 

 

Ginevra Del Piero
per www.6inradio.net

 


 

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Rosita Catalano

Insegnante per l'asse scientifico matematico tecnologico e antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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Daniela Magro
14 Maggio 2020 17:53
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Sai Ginevra che mi hai fatto voglio di tornare a visitare Aquileia? Pensa che l’ultima volta l’ho vista molti anni fa e ti confesso che una bella rinfrescata, tenendo conto delle tue indicazioni e della matrona conosciuta con Radio Magica, ci sta proprio! Grazie Ginevra! Bravissima!!!!

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