Sulle orme del dinosauro

Dopo l’incontro avvenuto a maggio del 2019 con il signor Giuseppe Minatelli, scopritore dell’orma del dinosauro Beppino.

 

mi è venuta l’idea di andare a vedere di persona questa incredibile scoperta.

Ho coinvolto subito i miei genitori, amanti della montagna e delle escursioni, e durante l’estate abbiamo provato a cercare informazioni, sia su internet che con persone esperte della zona, su dove si trovasse esattamente l’orma.

Purtroppo non abbiamo ottenuto nulla e abbiamo deciso di attendere un po’ per vedere se con il tempo saltava fuori qualche novità.

Arrivati a dicembre sembrava che la scoperta fosse stata dimenticata da tutti, nessuno ne parlava più…
quindi abbiamo deciso di provarci da soli.

Così il 4 gennaio 2020 ci siamo buttati per la prima volta in questa avventura.
La sera prima mio papà si è documentato con le mappe della zona per limitare l’area di ricerca, basandoci sulle poche informazioni che il signor Giuseppe aveva dato.
La mattina abbiamo caricato zaini e scarponi e siamo partiti di buon’ora, tutti molto entusiasti tranne mio fratello che odia alzarsi presto!

Nella stessa giornata abbiamo fatto due tentativi, lungo due sentieri diversi della stessa zona.
Dopo ore di camminata e di ricerca abbiamo dovuto rinunciare, causa la stanchezza e il buio che scendeva. La delusione quel giorno è stata tanta.

Però la giornata non è stata sprecata, abbiamo percorso sentieri che non conoscevamo, visto malghe e casere davvero belle e ben tenute e incontrato tanti animali come volpi, cervi e caprioli. Alla fine abbiamo anche ammirato un tramonto spettacolare!
Dopo questa prima delusione ci siamo detti: “Non possiamo mica rinunciare così!“.

Così il 26 gennaio ci abbiamo riprovato, fiduciosi di nuove informazioni ottenute da amici esperti di quei posti, i quali ci hanno detto che poco dopo l’imbocco di un certo sentiero che parte da Mezzomonte c’è un cartello con la dicitura “orma“. Però non erano sicuri che fosse proprio quella che cercavamo noi.

E così via di nuovo, zaini scarponi e cani, tutti in macchina!

Imbocchiamo questo sentiero ed effettivamente dopo un po’ vediamo questo cartello.

 

Entusiasmo alle stelle, si continua.

Peccato che da lì in poi il sentiero diventa una mulattiera, molto ripida e faticosa.

Dopo un tempo che sembrava infinito finalmente incrociamo un bivio con un altro cartello, uguale al precedente.

Evviva, siamo proprio sulla strada giusta!

 

Dopo una breve sosta riprendiamo la salita.

Comincio a sentirmi stanca, chissà quanto mancherà ancora… mio fratello brontola come una caffettiera, i cani invece sono felicissimi di poter scorrazzare liberi e sentire tanti odori.

Ormai è più di un’ora che saliamo, comincio a pensare che qualcuno abbia fatto uno scherzo e i cartelli siano falsi.

Proprio in quel momento incontriamo tre signore che scendono. Come d’abitudine in montagna ci si saluta e si fanno due chiacchiere.
All’improvviso dicono: “Siete venuti a vedere l’orma? È poco più avanti, non manca molto”.

Mi si sono illuminati gli occhi!

Avrei voluto correre ma mio papà me lo ha impedito, avrei rischiato di cadere e farmi male.

Ricominciamo e dopo un paio di curve un nuovo cartello! Che felicità! Allora ho cominciato davvero a correre.

Ed eccola finalmente, proprio davanti a me: l’impronta del dinosauro Beppino, circondata da una rudimentale staccionata protettiva.

Il bosco intorno è stato ripulito e messo in sicurezza, ci sono molti alberi, in particolare faggi.

Un enorme masso caduto da chissà dove la protegge da eventuali piccole frane.

È veramente grande, dalle foto viste in classe sembrava più piccola.
E’ stata pulita dal muschio e dalle foglie e si vedono chiaramente le impronte delle dita.
La prima cosa che ho fatto è stata sedermi vicino per guardarla bene, mi veniva quasi da piangere dall’emozione.

Poi ci ho messo la mano dentro, l’ho toccata e ho pensato a quanto doveva essere grande il dinosauro per lasciare quell’orma.
Ho guardato in su e ho cercato di immaginarlo

un gigante!

 

I cani continuavano a girare in tondo e guaivano di gioia, sicuramente avevano capito che avevamo raggiunto la nostra meta ed eravamo tutti contenti.

Ci siamo fermati un bel po’, ero incredula... dopo tanta fatica mi sembrava impossibile che ce l’avevamo fatta! Quando è stato il momento di andare via ero dispiaciuta, mi sembrava di lasciare un amico. Ormai ne parlavamo così tanto di questa orma che era diventata quasi parte della famiglia!


Scendendo ero silenziosa.
Anche se ero felice di averla finalmente vista mi sembrava di abbandonarla e mi sentivo un po’ triste.

La mamma mi ha detto che ora che sappiamo dov’è possiamo tornare a vederla quando vogliamo, magari a primavera quando il bosco è rigoglioso, così possiamo vedere le differenze.

Quando abbiamo fatto il sondaggio a scuola

Di che sondaggio sta parlando Anna?

io ho votato per lasciarla lì, al suo posto, e sono contenta che sia andata così. Non credo che mi avrebbe emozionato allo stesso modo se al suo posto ci fosse stata una copia, oppure vederla in un museo. Spero che questo prezioso reperto venga sempre protetto e che tutti quelli che ci passano siano sempre rispettosi ed educati. Anche il bosco e la montagna devono essere rispettati e mantenuti puliti cosicché per chiunque sia piacevole e salutare camminare nei boschi e sentirsi a stretto contatto con la natura.

Come dice spesso mio papà “Fa bene all’anima e al cuore, è rigenerante“:

 

IMPORTANTE: il sentiero che si avvicina all’orma del dinosauro teropode nei pressi di Polcenigo è un sentiero escursionistico con segnavia CAI non è da intendersi un sentiero turistico.
Sono necessarie calzature adeguate, abbigliamento adeguato anche in estate ed esperienza.

Anna ci informa che “è fattibile da tutti, non è pericoloso perchè non è esposto però bisogna essere un pochino abituati a camminare in montagna visto che sale rapidamente con una pendenza del 10% e anche oltre in alcuni tratti. Neanche per i cani ci sono pericoli, nessun strapiombo o burrone. È sempre meglio avere dei buoni scarponi, giubbotto antivento e scorta di acqua. Anche qualche barretta energetica o cioccolato fondente, utili per recuperare rapidamente le energie”

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Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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