James Bond a Roveredo?

Lo spettacolo

Oggi siamo andati a teatro e abbiamo visto lo spettacolo di James Bond in lingua inglese, ora vi racconto di cosa parla.
James Bond viene dalla Gran Bretagna, è un agente segreto chiamato anche 007. Il suo amico si chiama Q ed è un inventore. La sua collaboratrice Foxy, detta 006, è anche l’amante di Bond.
James ha un nemico, Doctor Blofeld, che vuole distruggere il mondo.
M, il suo capo, vuole licenziarlo perchè ha terminato le sue missioni ma Bond prova a convincerlo a non farlo.

Gli viene allora assegnato un’ultimo compito: fermare Doctor Blofeld che vuole utilizzare l’uranio per i suoi loschi scopi.

James spiega a Foxy il suo piano, mentre Q fa avere a James un elicottero portatile usa e getta, la macchina della verità e il telefono senza fili.
James Bond parte in viaggio per Venezia e all’atterraggio la signora ai controlli trova tantissime pistole, fucili, spade….e dice a Bond che può tenerne solo una… Chi lo farebbe mai? 

Ma è Foxy, che lo ha raggiunto per aiutarlo!!

Insieme partono per la missione. Ad un certo punto Bond pensa che Foxy lo abbia tradito 

Attenzione! Spoiler! Qui Greta vi svela la fine della storia, sicuri che la volete sapere? Cliccami

… ma si scoprirà poi che è tutto un equivoco.
Ad ogni modo James non ha tempo da perdere e, tra vari colpi di scena James Bond riesce a fermare Doctor Blofeld.
Alla fine dell’avventura la Regina Elisabetta II li invita a Buckingham Palace a festeggiare tutti insieme.

Io vi consiglio di vedere questo spettacolo perchè è stato davvero divertente.

Greta per
www.6INradio.net

Le interviste agli attori per caso

 

Durante lo spettacolo gli attori coinvolgono i ragazzi chiedendo loro di improvvisare parti e situazioni. La scelta è casuale: scendono fra il pubblico e invitano gli allievi a seguirli.

  • Nicolò, Janis e Simon sono stati scelti per recitare con loro un turbolento viaggio in aereo

I. Nicolò come ti hanno scelto, che cosa hai pensato?

N. L’attrice che interpretava Foxy stava girando in mezzo al pubblico, stava recitando e io seguivo il racconto. Ero seduto in fondo e mai avrei immaginato che venisse a scegliere proprio me.
Mi ha fatto un cenno e io l’ho seguita.
A dire la verità, siccome ricordavo che gli attori invitavano i bambini nel pubblico, io mi ero rintanato lontanissimo apposta.

I. Hai pensato di dirle di no?

N. No, a dire la verità quando mi ha fatto il cenno di seguirla non mi è sembrata una cosa così strana. Dopo ci ho ripensato.

I. Perché?

N. Ci siamo seduti su delle sedie di scuola e non sapevo perchè, però l’attrice era vestita da hostess e ho intuito così che l’ambiente fosse l’aereo. Lì mi sono reso conto che ero seduto proprio davanti al pubblico, l’attore era dietro di me e sia lui che l’hostess non parlavano una parola di italiano. Mi sono però accorto che li capivo.
Ho molto invidiato Simon.

I. Però alla fine della tua parte come ti sei sentito?

N. Era divertente, posso dire adesso che mi sono divertito, perchè in quel momento pensavo a tutt’altro che divertirmi: dovevo stare attento a che dicessero e a cosa fare. Mi sono anche sentito un po’ in imbarazzo perché c’era il pubblico a guardarmi.

I. Ricordi l’imbarazzo?

N. Ma no, è una cosa superabile.

James Bond sale e prende posto vicino a Simon, Nicolò e Janis cercano di capire cosa si dicono.

I. Janis tu cosa hai pensato quando ti han scelto?

J. Mi son detto “Vado!”:
Ero contento: avevo visto i compagni prima di me e mi ricordavo dello spettacolo dello scorso anno. “Come here!” mi ha detto 006, e io mi sono alzato e l’ho seguita.

I. Poi?

J. Poi dovevo capire la scena e l’ho capita subito: eravamo in aereo. L’attore scuoteva gli schienali dietro le nostre schiene per simulare il decollo. Una volta in volo la hostess ci ha chiesto che volessimo da bere per il viaggio.

I. Che c’era da bere?

J. Caffè, the oppure Martini.

I. E tu?

J. Io ho preso un the, ma il viaggio era tutto uno scossone! Dovevamo raggiungere Venezia.
Ad un certo punto è iniziato l’atterraggio e quando l’aereo ha smesso di scuotersi siamo scesi e la scena è finita.

I. E poi?

J. Abbiamo reso i bicchieri del the, ci siamo salutati in scena e siamo ritornati fra il pubblico.

I. Un’ultima considerazione?

J. Io mi sono divertito e non mi sono mai sentito preoccupato per la presenza del pubblico.

Simon ci ha inviato uno scritto via mail sulla sua esperienza teatrale.

 

 

  • Francesco, è stato scelto fra il pubblico per impersonale l’inquietante Mr. Dead

    I. Che cosa hai provato quando ti ha chiamato l’attrice?

F. Io ho subito detto di sì perché mi piaceva l’idea. Mi ha portato dietro le quinte e mi hanno vestito con un cappotto che era lunghissimo ed era anche pesante, le scarpe e un cappello e mi ha dato una valigia.

I. E non ti hanno detto altro?

F. Sì, mi ha detto: “Ti dico io quando devi andare in scena”.

I. Mentre aspettavi di uscire dalle quinte che pensavi?

F. Non pensavo a nulla, solo ad essere pronto ad uscire.

I. Raccontaci dopo.

F. Quando sono uscito mi aspettava James Bond che aveva anche lui una valigia, l’attore parlava con me in inglese talvolta facendomi dei gesti per farmi intuire che cosa voleva che io facessi. Ho capito mentre stava “andando” la scena che io dovevo essere una spia , forse una spia russa.

I. Ma tu sapevi che cosa c’era dentro la valigia?

F. No, e non sapevo nemmeno che cosa ci fosse nella sua. Poi c’è stato lo scambio delle valige e così ho scoperto che io stavo portando la valigia con… l’uranio!
Lui aveva la valigia con i soldi ma quando ha tirato fuori la finta pistola ho capito subito che ero spacciato e l’incontro sarebbe finito male. Infatti James Bond si è tenuto entrambe le valigie.
Quando mi ha sparato mi son detto “devo morire in maniera credibile”. Mi sentivo proprio morto.

I. Infatti sei rimasto immobile, sei stato perfetto.

F. Sentivo il pubblico che si alzava e faceva rumore e ad un certo punto ridevano. Ero contento perché ho capito che tutto stava venendo bene. A quel punto dovevano farmi uscire di scena e io mi chiedevo come l’avrebbero risolta.

I. Come è andata a finire?

F. Mi hanno fatto sparire gettandomi nel Canal Grande [la scena è ambientata sa Venezia n.d.r], ovvero mi hanno adagiato in mezzo al corridoio del teatro e tutti hanno applaudito.

I. Un’ultima considerazione?

F. Ero felice ed ero emozionato.

Mr. Dead incontra James Bond, tutto sembra essere così formale ma poi…

INFO
La compagnia teatrale milanese “Blah Blah Blah English Theatre” è stata ospite anche quest’anno dell’Istituto Comprensivo di Roveredo in Piano con una delle loro rappresentazioni. Le performance di Clair Rogers e Aidan Mc Cann sono dinamiche e interattive, condotte esclusivamente in inglese ma accessibile agli alunni. Da oltre un decennio la scuola di Roveredo, concertandosi con la compagnia, offre agli allievi, in continuità con Scuola Primaria e Scuola Secondaria di promo Grado spettacoli di educational theatre sempre molto apprezzati.


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Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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