Il signor Veneranda – il testo umoristico

L’umorismo nasce dal voler intendere le parole alla lettera, senza tener conto del contesto. Il ragionamento del signor Veneranda non farebbe una piega se non fosse fatto, per esempio in un ristorante, un luogo dove si va per mangiare.
Veneranda se la prende con un cameriere, la cui colpevolezza consiste nell’avergli chiesto cosa desidera, domanda che a Veneranda sembra alquanto impertinente.
Egli pensa, infatti, che l’uomo voglia informazioni sui suoi desideri più intimi e si rifiuta quindi di rispondere al cameriere, che voleva semplicemente ritirare l’ordinazione.

AL RISTORANTE

Il signor Veneranda sedette al ristorante.
– Il signore mangia? – chiese il cameriere al signor Veneranda.
– Certamente – risponde il signor Veneranda.
– Spaghetti al sugo, risotto, minestra in brodo? – chiese il cameriere leggendo la lista.
– Si capisce –  disse il signor Veneranda –  anche arrosto di vitello, salame, prosciutto, pesce, ossobuco, filetti, spezzatini, brasato eccetera. Adesso è inutile che stia qui a farvi l’elenco delle cose che mangio. Mi piace quasi tutto.
– Va bene ma… – balbettò il cameriere, stupito – io vorrei sapere cosa mangia adesso.
– Adesso niente –  disse il signor Veneranda – ho già mangiato. Di solito mangio prima di mangiare, dopo mangiato non mangio più. Lei mangia anche dopo mangiato?
– No ma… – balbettò il cameriere che non sapeva più cosa dire – le ho chiesto se mangia e mi ha detto di sì.
– Ma certo che mangio! – esclamò il signor Veneranda – Tutti mangiano. Se non mangiassi creperei. Non capisco perché le fa tanto meraviglia il fatto che mangio.
– Non mi fa meraviglia –  disse il cameriere –  mi fa meraviglia il fatto che lei non mangi.
– Ma le sto ripetendo che mangio –  gridò il signor Veneranda – Quante volte glielo devo dire?
– Allora cosa vuole? – gli chiese il cameriere confuso.
– Niente – disse il signor Veneranda – assolutamente niente.

Il signor Veneranda, di Carlo Manzoni, pubblicato nel 1966, è una raccolta di brevi racconti che narrano episodi di vita quotidiana, nei quali il protagonista si scopre isolato e incompreso dall’umanità intera, perché coinvolto e travolto in dispute assurde, tutte provocate da equivoci linguistici.

I dialoghi del signor Veneranda sono infatti ispirati dalla categoria del paradosso, perché vanno oltre il senso comune, sorprendono l’interlocutore e lo riducono al silenzio.

Legge: Francesca Bomben

Il Signor Veneranda va dal barbiere
“Barba e capelli”

Il Signor Veneranda non si sa perché ma trova da discutere anche per un pacco
“L’ufficio postale”

 

Provate ad ascoltare quest’ultimo che  gioca sull’equivocità semantica dell’espressione “come sta“

Il Signor Venerada
“Per via”

 

Il libro del Signor Veneranda non è più edito, fuori catalogo dal 1984, si trova, a prezzo esorbitante, solo presso i collezionisti e gli intenditori: un vero peccato!

 

I paradossi superano gli schemi abituali del pensiero. Il termine, formato da due parole, deriva dal greco antico e significa letteralmente “contro opinione”.
Si tratta di un ragionamento che appare contraddittorio, ma che è accettato per la sua logica, oppure un ragionamento che appare corretto, ma che porta a una contraddizione.

Se io, che sono una maestra dicessi che tutte le maestre mentono. Direi davvero la verità?

In letteratura si ha un paradosso quando siano descritte situazioni incredibili o assurde per l’ambiente di cui si parla. Come nell’esempio di Veneranda.

Il Signor Veneranda è stato anche un personaggio del Carosello interpretato da Erminio Macario.
Ce l’hai un nonno a portata di computer? Faglielo vedere: vedrai che se lo ricorderà.
Correva l’anno 1957. Il codino pubblicitario (riguardante un noto brandy prodotto a Trieste, che sarà super-pubblicizzato da molti personaggi famosi anche nei due decenni di Caroselli a venire) non abbia, nello stile tipico di quei primi anni, alcuna attinenza con la scenetta comica che lo precede.

Ho scovato in internet una scenetta che va benissimo per 6INradio!

Saresti in grado di scrivere una scena di soli dialoghi con la stessa struttura delle Short Stories  e i meccanismi umoristici del Signor Veneranda? Io sono sicura di sì.
Ti svelerò i segreti fra qualche giorno!

 

Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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Ginevra Poles
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Buongiorno maestra Francesca, il post mi è piaciuto tantissimo , che strano questo signor veneranda!
è un misto tra buffo e irritante.
Buona giornata .

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