Quella strana V che si vede dal satellite

Mauro Caldana è una delle voci più appassionate della salvaguardia dei magredi. Autore di vari libri fra i quali “Le scarpe degli animali” e “I magredi raccontati ai bambini” nel gennaio del 2017 ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di 6INradio, voluta dai bambini della scuola primaria Enrico Fermi che si erano entusiasmati ad ascoltare le sue storie lette in classe. Chi meglio di Mauro Caldana può introdurvi nella magia dell’apparente nulla della misteriosa V che si vede dallo spazio?

Il Friuli Venezia- Giulia visto dal satellite – FOTO ESA

L’immagine originale è stata modificata per mettere in evidenza i confini della regione.

Proprio al centro dell’immagine si riconosce il fiume principale della regione, il Tagliamento, che, nel suo percorso da nord a sud, segna il confine tra le province di Pordenone e di Udine e, nel tratto terminale, il confine con il Veneto.

L’insolito colore in cui il territorio appare visto dallo spazio, è dovuto ad una caratteristica originale di alcuni fiumi friulani: quella di attraversare l’alta pianura con amplissimi alvei ghiaiosi, il più delle volte senza acqua in superficie, perché lo scorrimento avviene sotto la ghiaia.

I letti ghiaiosi di questi corsi d’acqua contrastano con il terreno circostante, rendendoli immediatamente riconoscibili. 

A Ovest rispetto al Tagliamento, si nota la grande V dei corsi d’acqua Cellina (quello a sinistra) e Meduna (quello a destra), che nascono nelle Prealpi e confluiscono nella pianura friulana all’altezza di Cordenons.

Tutta la pianura friulana occidentale è stata creata dai fiumi Cellina, Meduna e in parte dal Tagliamento.
Al termine dell’ultima glaciazione i fiumi formati dallo scioglimento dei ghiacciai depositarono un’incredibile quantità di detriti erosi dalle montagne. 
Tali materiali furono abbandonati  e sparpagliati a ventaglio in forma di enormi coni, al piede della montagna allorché, allo sbocco delle valli verso la pianura, i torrenti perdevano gran parte della propria energia.

L’acqua uscirà in superficie molto più a sud  quando la terra diventerà argillosa e poi, ancora, sabbiosa.

L’immagine che ho tratto da Google Map ti fa intuire bene il ventaglio (e dove, improvvisamente, termina!)

Ma cosa c’è sotto?

Sembra che la cosa diventi sempre più misteriosa. Sotto c’è, come immaginerai: roccia!

Ma se presso i monti la roccia è a pochi metri di profondità, più a Sud è sovrastata da centinaia di metri di ghiaie e sabbie!
I magredi  sono una prateria arida.
Sono steppa. La brughiera, la landa.


Foto di Francesco Zanet

Magredo significa  – appunto – prato magro. Magro perché costituito da una copertura di erbe selvatiche ed arbusti con poche esigenze idriche (di acqua), adattate a vivere su di un suolo estremamente permeabile e arido, che non riesce trattenere, nemmeno in piccola parte le generose precipitazioni, tanto abbondanti da rendere il Friuli la regione più piovosa d’Italia.
In un posto dove l’acqua abbonda, questi campi sono aridi. Ma sono un posto stupendo, protetto, con erbe e fiori unici e animali meravigliosi.

Ti basti sapere per ora che  i Magredi sono uno dei pochi posti in tutta Italia dove si trova una insolita concentrazione di animali protetti e rari ed è probabilmente l’unica zona in Italia dove possono essere avvistate aquile in pianura.

Da quest’estate questo posto è diventato ancora più importante e bisognoso di protezione. Il perché lo troverete qui sotto

VIDEO CONSIGLIATI

↬ Video del servizio del telegiornale di TELEFRIULI del luglio del 2018 sul nuovo ospite dei magredi friulani [2 minuti].


↬ Video documentario
Magredi, ieri, oggi e domani” [30 minuti] – attenzione: vecchio video che abbisogna di flash: non visibile con smartphone o PC che non abbiano flash. 

Alla prossima lezione con il magredo primitivo ed evoluto (taccuino per gli appunti!) e ricordatevi a maggio: andate a vedere il lino delle fate!

Per approfondire

Foto aerea dei Magredi

Mostra fotografica Magredi Oggi 2018

Magredi Natura 2000 le aree protette

Atlante degli uccelli dei Magredi

Per gli atletici MAGRAID – guarda il sito della massacrante gara di corsa di tre giorni che si svolge sul terreno accidentato arido, desolato e isolato dei magredi.

Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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Davide
Ospite
Davide

Buongiorno maestra, come facevi a sapere che gli uccellini che hai visto, si chiamavano gruccione?.😀😀
Ho visto le foto sono meravigliose e ho riconosciuto i luoghi. Ciao ciao 🤗

Margherita
Ospite
Margherita

Ciao maestra Franci mi è piaciuto molto l’uccello occhione ed i cuccioli dello sciacallo… speriamo di vederli lunedì!🐺

Silvia Coduti
Ospite

Ciao Maestra Francesca ho visto il video e mi è piaciuto molto soprattutto i fiori viola e il disegno della volpe stupendo . Saluti da SILVIA CODUTI .
👋👋😊😊

SOFIA
Ospite
SOFIA

Ciao maestra le foto sono meravigliose mi è piaciuta soprattutto quella intitolata Colori dell’inverno.
Spero che lunedì sia una bella giornata.Ciao!

Diego
Ospite
Diego

Ciao maestra, il video sui magredi è molto bello e non pensavo ci fossero pasti così belli qui vicino.
Non vedo l’ora di andarci….

GAIA
Ospite
GAIA

Ciao maestra Francesca io avrei due domande da farti. 1Perchè Mauro Caldana nonostante non faccia quel lavoro si interessa così tanto ha fare escursioni nei magredi? 2Ma i cuccioli di sciacallo d’orato non si accorggono che quei pali sono fototrappole? Volevo dirti che quando ho fatto vedere il video dei… LEGGI IL RESTO » »

davide
Ospite
davide

Ciao maestra anch’io non vedo l’ora di andare ai Magredi speriamo che non piova. Ho visto i video e sono stati molto interessanti spero di vedere gli sciacalli dorati🤩. Ho una domanda da farti: perché l’Aquila dei Serpenti si chiama così? Poi volevo ringraziarti perché non sapevo che il Martin… LEGGI IL RESTO » »

GAIA
Ospite
GAIA

Maestra Francesca volevo dirti che all’ultimo sono riuscita a caricare il video documentario “MAGREDI, IERI OGGI E DOMANI” le immagini e i posti rappresentati erano veramente stupendi.
Spero che domani avremo la possibilità di trovare il lino delle fate, l’occhione e lo sciacallo d’orato ma credo che sarà impossibile

Marco
Ospite
Marco

Ciao maestra Franci,quando vado da miei nonni ad Arba, passo sul ponte che attraversa i Magredi. Guardo il paesaggio e le piante ma solo raramente vedo qualche animaletto.
Ora conosco meglio i Magredi.

Grazie!