Orienteering. Cos’è e come si fa.

Domenica 25 Febbraio 2018 le previsioni meteo indicavano tempo brutto e ventoso per colpa del Burian, che dato il nome mi sa che è un parente di Bora. Mi sono svegliata e il tempo non era così male.

Assieme alla mia famiglia abbiamo deciso quindi di tentare la sorte e andare a una gara di Orienteering organizzata dall’Associazione sportiva “Semiperdo Orienteering Maniago”, al campo Delta di Aviano.

Per paura però di prender freddo e quindi ammalarsi, la mamma mi ha vestito come non so cosa e poi ho anche sudato.
Vi chiederete: cos’è l’orienteering? Io me lo sono chiesta e arrivata nel punto di incontro ho trovato un ragazzo di nome Carlo che ci ha spiegato che la gara si sarebbe svolta così: a ogni partecipante veniva data una cartina e una bussola (se non ce l’avevi), sulla cartina era indicato un percorso e si poteva scegliere fra più livelli di difficoltà.

L’attrezzatura necessaria

Io ovviamente ho scelto il percorso più semplice visto che era la prima volta per me.
A ogni partecipante veniva data anche una SI Card, una specie di unghia finta elettronica. Ogni partecipante quindi doveva utilizzare la cartina per trovare nella realtà il percorso tracciato su di essa e lungo il percorso si trovavano diverse tappe segnate da lanterne.
Ogni lanterna era numerata con numeri crescenti e vicino ad essa si trovava un apparecchio elettronico dove si inseriva la SI Card che serviva a controllare il passaggio e misurare il tempo impiegato.

Come si usa la SI card nella lanterna

Nella stessa zona era possibile trovare lanterne di percorsi diversi quindi bisognava stare attenti a seguire il proprio.

Lo scopo della gara era di trovare tutte le lanterne segnate sul proprio percorso nel minor tempo possibile.

La spiegazione di Carlo non mi ha tranquillizzata molto perché mi sono chiesta se sapevo leggere bene una cartina e come si usa una bussola e siccome il percorso era in mezzo ai boschi avevo paura di perdermi e di essere ritrovata congelata come Otzi.

Però ormai ero lì e sono partita.

Trovata un’altra lanterna nel bosco!

Appena partiti stava andando tutto bene: seguivamo i sentieri ma non sempre e certe volte sono passata anche in mezzo al bosco.
Mi sono sentita libera come un cavallo in mezzo a un prato pieno di fiori.

Ed è stata una bellissima avventura, che mi ha permesso anche di vedere i primi fiorellini e tanto tanto verde intorno a me.

Le prime primule… si chiameranno “primule” perché?

L’incantesimo però è finito perché… mi sono persa (o meglio il papa si è perso).

Abbiamo girovagato per il bosco per mezz’ora finchè finalmente abbiamo trovato la lanterna che segnava la tappa che stavamo cercando. Prima ne avevamo trovate altre due ma non erano quelle giuste del nostro percorso: durante questo girovagare, ho trovato però un piccolo monumento dedicato a un ciclista in cui c’era scritto; “…era stanco e sudato e la luce del sole lo scaldava… lui andava con il vento…ecco un esempio di uomo libero”.

Mi ha colpito molto l’ultima parte della frase perché descriveva esattamente come mi sentivo io e devo dire che è una bella sensazione.

Da lì abbiamo trovato le lanterne mancanti e siamo arrivati al Finish della gara. Alle premiazioni ho anche vinto una medaglia.

La mia prima esperienza di orienteering è stata molto piacevole e vorrei tanto condividerla con i miei compagni di classe: potrebbe diventare un’avventura strepitosa!

Care Maestre, che ne dite, organizziamo?????

Gigi D+

Medaglia!

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Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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4 commenti su “Orienteering. Cos’è e come si fa.

  • Abbiamo capito finalmente come ci siamo persi a Roveredo in Piano, o meglio come abbiamo quasi raddoppiato la merce che doveva essere di 6 km ed è diventata di 11…..:-) eh Cristina??????? ahahahah

    Scherzi a parte sarebbe meraviglioso fare orienteering….lo facciamo maestra?

    Gabriele e Mirella

    • Cara Mirella, a onor del vero chi si è perso sono stati Ginevra e Cristiano. Io che ero in un altro gruppo sono arrivata al Finish mezz’oretta buona prima di loro. Con mia grande soddisfazione, visto che Ginevra aveva scelto di stare in squadra con suo padre perché nelle cose pratiche si fida più di lui che di me… comunque l’orienteering è stata una bella esperienza che ti fa guardare attorno e prestare attenzione ai dettagli. Buona giornata. Cristina

  • Ciao Silvi! In effetti è stato bello! Speriamo di organizzarlo come classe, sono sicura che ci divertiremo molto! Ciao da Ginny😃😃

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