Nella gola del Torrente Susaibes

Di questo posto ve ne ho parlato più volte.
Per visitarlo ci vuole senso dell’avventura, osservazione ma anche – e soprattutto –  tanta attenzione e buonsenso
Il geosito del Susaibes rientra quasi interamente nel territorio del Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane. È ritenuto un sito di importanza comunitaria, zona di protezione speciale ed è sottoposto a vincolo idrogeologico. 
Se ci volete andare sappiate che è un posto da rispettare. Non avventuratevi senza appoggiarvi a qualcuno di più esperto.

Ci è andato per noi Diego!

Una mattina con la mia famiglia sono andato ad Andreis, un paese vicino a Barcis, a cercare le prove che tanti, tanti anni fa qui c’era il mare. [1]

Abbiamo parcheggiato all’inizio del paese e ci siamo incamminati fino a località Sott’Anzàs dove abbiamo trovato una fontana; da lì parte il sentiero che ci ha condotto fino al torrente Susàibes.
Prima di raggiungere il greto del torrente abbiamo trovato i resti di una vecchia fornace di calce. C’è anche un cartello che ci ha spiegato come è stata costruita e a cosa serviva la calce.

La fornace


Abbiamo proseguito sulla destra orografica del torrente seguendo i segni di vernice bianchi e rossi che ci sono sui sassi e sugli alberi, siamo andati avanti facendo attenzione a un punto stretto e franoso fino a che abbiamo trovato delle montagne a strati verticali [2].


Abbiamo cercato gli Specchi di Faglia [3] che si formano a causa dello scontro tra due placche (in questo caso tra la Placca Euroasiatica e la Placca Periadriatica) [4]; lo specchio di faglia è molto liscio, così tanto che ti puoi specchiare, lo abbiamo trovato vicino alla briglia (la briglia è una costruzione a forma di diga che serve a diminuire la velocità dell’acqua e a portare meno sassi a valle).

La mano di Diego viene riflessa dallo specchio di faglia


Ho letto che qualcuno ha trovato dei fossili di Wortenia solitaria e di Megalodont [5], purtroppo noi non li abbiamo trovati, ma in compenso abbiamo trovato i ripple marks [6]: fondo del mare pietrificato. Per toccarlo mi sono arrampicato un po’.

Diego ma hai scritto “mi sono arrampicato un po’?”
Non barare: ti sei arrampicato UN BEL po’!


Al ritorno abbiamo percorso un sentiero nel bosco, tutto fiorito (violette, anemoni, erba trinità, primule).

Diego S.

Note di redazione

[1] Il mondo 250 milioni di anni fa, nel periodo di tempo che i geologi chiamano il Triassico l’Italia non c’era, o meglio si trovava sommersa da un mare chiamato Tetide ad una latitudine molto vicina all’equatore. Se con la macchina del tempo ci trasferissimo nell’Italia di quell’epoca troveremmo un mare tropicale costellato da bassi fondali , dalle acque calde e pulite, dal quale emergevano isole e scogliere coralline, mentre in lontananza vedremmo le terre emerse. Sulle scogliere, a poca profondità, prosperavano spugne, alghe calcaree e coralli. E c’era Antonio!

[2] I versanti risultano oggetto di una erosione accelerata, che a causa dell’elevato grado di frammentazione delle rocce e della continuità dei processi stessi, risultano del tutto senza un arbusto o un filo di erba: l’ambiente è spoglio, dai profili taglienti. 

[3] Lo specchio di faglia si verifica quando due superfici rocciose si muovono con forza tale diventare lisce e riflettenti.

[4] la Linea Barcis – Staro Selo delimita la Placca Euroasiatica dalla Placca Periadriatica. Attraversa l’intera catena alpina e con i suoi vari segmenti  separa il dominio Sudalpino (che è di pertinenza africana) da quello delle Alpi (di pertinenza europea). Insomma: se sei lì stai con un piede in Africa e uno in Europa! Vedi lo schema delle linee tettoniche che attraversano il Friuli (Archivio DiSGAM)

[5] Diego si riferisce a questo ritrovamento e a questa foto.

[6] Sono un’ondulazione, una increspatura allungata formatasi sul sedimento sabbiosi per azione del vento, delle onde e delle correnti (come succede sulla spiaggia vicino al mare). I ripple-marks del Susaibes si sono conservati trasformando il sedimento in roccia perché per molto tempo sono stati coperti e protetti da successivi sedimenti.

IMPORTANTE: il sentiero che porta alla gola del Susaibes è un sentiero escursionistico con segnavia CAI, non è un sentiero turistico. Non ci sono attrezzature che facilitino i passaggi, le condizioni di flusso delle acque del torrente potrebbero rendere alcuni passaggi scivolosi o impraticabili. La zona è soggetta a continui smottamenti.  Sono necessarie calzature adeguate ed esperienza.

Io reporter

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Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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9 commenti su “Nella gola del Torrente Susaibes

  • Ciao maestra Francesca ho appena letto l’ articolo e mi è piaciuto moltissimo , anche la storietta di Diego io non è che sono andata in cosí tanti posti però sono andata in tantissimi laghi e uno aveva anche un bosco per turisti aveva tante acque celesti e verde acqua . Si chiama il Lago Del Miss . Poi sono andata al lago di Santa Croce dove mi sono divertita moltissimo purché ho fatto dei tuffi pazzeschi e ho fatto un bel giro attorno al lago con il pedalò . Un altro lago che era bellissimo era Revine Laghi in mezzo la natura , lì vicino c’è Castel Brando dove ho mangiato un gelato . Questo lunedi probabilmente andiamo al lago di Fusine e domenica prossima una gita a Venezia , speriamo.che la mamma non cambia idea . Come vedi ho girato tanti laghi perché lì che si trovano posti da favola . Ti saluto maestra ci vediamo a settembre .

    • Silvia! Grande idea quella di fare le vacanze girando tutti i laghi possibili!
      Che tipo di laghi sono?
      Hai voglia di fare una ricerca?
      Sei stata al Lago del Mis, hai visto anche la Cascata La Soffia?
      Vuoi un altro lago? Quello di Cornino: non puoi non andarlo a vedere. Un caldo abbraccio a te che stai al fresco in ammollo.

  • Ciao amici! Mi è piaciuto il racconto di Diego anche se aveva delle parole difficili! Io invece sono andata a fare il bagno nelle pozze smeraldine di Tramonti e poi nel fiume Meduna dove ho trovato l’argilla! L’ho modellata e l’ho fatta asciugare al sole. Quando torno a scuola vi faccio vedere i miei lavoretti.

  • Ciao a tutti, sono curioso di vedere i tuoi lavoretti Margherita. A Silvia faccio i complimenti per tutti i laghi che ha visto. Brava. 😊 invece io sono andato a vedere le Alpi Siusi e ho fatto una passeggiata al Parco Naturale dello Sciliar dove ho trovato un lago magnifico: il Volser Weiher. Era pieno di turisti che facevano il bagno e c’erano le barche coi remi. Immerso tra le montagne dove si vedeva lo Sciliar. Bello davvero. Anche il Lago Carezza è una tappa da non perdere.
    Ora mi riposo perché ho camminato veramente tanto e domani mi aspetta il Sassolungo. Ciao a tutti buone vacanze

      • Ciao maestra, sì ho fatto il giro del Sassolungo e del Sassopiatto per poi finire alla Città dei Sassi…. oh amici che panorama 😍😍😍😍😍😍che posti meravigliosi. Sono fortunato perché sto visitando tanti rifugi, malghe (Che mangiate 😋😋😋), laghi e castelli. Per non parlare degli animali e dei fiori che abitano le valli. Buon proseguimento a tutti.
        Maestra sei stata anche tu in Val Gardena? Ciao ciao 🤗🤗🤗🤗

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