La magia di fine ottobre: il bosco di Dardago

Quando tutto ciò che serve sono i nostri cinque sensi e la sana curiosità della scoperta, allora una passeggiata nel bosco diventa un’avventura magica e coinvolgente, dove, senza indossare maschere terrificanti, ci si sente comunque altro da sé, un po’ animale e un po’ spiritello della natura in un’atmosfera silenziosa e rinfrancante.

Non è l’inizio di una storia fantastica…

è invece la cronaca della mattinata del 31 ottobre 2019 come vissuta dai bambini delle classi seconde della scuola Enrico Fermi del nostro Istituto, guidati da alcuni volontari del Corpo Forestale Regionale del Friuli Venezia Giulia nell’esplorazione sensoriale del bosco di Dardago (Pordenone), zona Ligont nei pressi del Ruial di San Tomè.

Tutti giù per Terra! e il Corpo Forestale della Regione Friuli Venezia-Giulia

Questa uscita didattica, che rientra tra le iniziative organizzate nell’ambito del progetto d’Istituto ‘Tutti giù per Terra!’, ha coinvolto trentatré alunni e quattro delle 250 unità del Corpo Forestale Regionale, che proprio quest’anno festeggia i 50 anni della sua fondazione.

Le guardie forestali Manuela, Pierluigi, Roberto e Diego, armati della sola passione per il loro lavoro, il territorio e l’educazione al rispetto dell’ambiente, hanno offerto, anche in questa occasione, le loro competenze e conoscenze ai nostri alunni per far vivere loro un’esplorazione concreta del bosco e per diffondere la cultura del rispetto e della tutela del nostro patrimonio boschivo.

Il Corpo Forestale Regionale infatti si occupa non solo di vigilanza e prevenzione di illeciti ambientali e incendi boschivi ma anche di promozione, divulgazione e didattica in ambito forestale e ambientale e da anni offre la sua preziosa e competente collaborazione con la Scuola Primaria Fermi.

 

 

 

 

L’esplorazione del bosco

 

 

L’esplorazione dell’area boschiva è iniziata con una piacevole camminata nel verde e con l’osservazione dell’ambiente circostante; la stagione autunnale ha riservato ai bambini uno spettacolo di colori e odori incredibili: vista e olfatto sono stati appagati da un tappeto di foglie colorate e muschio che ospitava variegate specie di funghi. Le guardie forestali hanno condotto i bambini attraverso diverse esperienze sensoriali così denominabili: l’indovinello tattile, il volo terrestre, la pioggia di foglie e la tavolozza della natura.

Indovinello tattile

 

L’indovinello tattile ha fatto interagire a coppie i bambini con la natura: scopo dell’attività è stato far conoscere le parti di un albero, da bendati, ai bambini.

A coppie il bambino bendato è stato guidato dal compagno attraverso il bosco per imparare a riconoscere ad occhi chiusi un albero, che avrebbe poi dovuto individuare ad occhi aperti tra i molti presenti nell’area circostante.

Il tatto è stato il senso maggiormente utilizzato: i bambini si sono allenati a registrare, ad occhi coperti, l’inclinazione e lo spessore del tronco con le mani o le braccia, la presenza di radici esposte e la loro copertura (muschio, edera…), la caratteristica prevalente della corteccia e tutto ciò che poteva poi diventare dettaglio utile a riconoscere l’albero individuato dal compagno di gioco.

Come gli animali notturni devono essere in grado di muoversi nel bosco per cercare rifugio o per predare, riconoscendo le specie vegetali presenti, così i nostri alunni si sono mossi ad occhi bendati nel terreno circostante. 

Il volo terrestre

 

Il volo terrestre ha permesso ai bambini di muoversi, con i piedi a terra e lo sguardo all’ingiù, tra le chiome degli alberi per comprendere la prospettiva degli uccelli quando sorvolano il bosco. In fila indiana uno dietro l’altro, con una mano sulla spalla del compagno davanti e l’altra a reggere uno specchio sotto il naso dentro il quale guardare, hanno osservato il cielo con lo sguardo rivolto verso il basso. A guidarli e stimolare l’osservazione mediata dallo specchio, le guardie forestali come capofila affidabili e pronti a rispondere alle curiosità improvvise.

La vista è stato il senso a fare da padrone; stupore e disorientamento sono state emozioni condivise dai bambini, i quali piedi non erano più il riferimento sicuro per procedere.

Il bosco visto con la prospettiva di un volatile

 

La pioggia di foglie

 

Dopo aver costruito un ‘nido’ con dei pezzi di rami trovati al suolo, è stata il turno di affinare un altro senso importante: l’udito.

Dentro questo recito di rami appena costruito i bambini, ad occhi chiusi, hanno ascoltato in silenzio una strana pioggia…quella creata dalle foglie cadenti spinte dal vento. Un dolce fruscio ha immerso tutti i presenti in un’atmosfera sospesa di pace e tranquillità.

 

La tavolozza

 



A chiudere l’esplorazione del bosco, i bambini sono stati invitati a raccogliere delle tracce colorate del bosco: muniti di una mini tavolozza da pittore in carta e colla, i piccoli artisti hanno cercato frammenti colorati da apporre per poter descrivere cromaticamente l’esperienza vissuta nel bosco.

La ricerca di dettagli colorati ha impegnato tutti i bambini, che si sono sparsi nell’area boschiva circostante e hanno cercato di raccogliere pezzetti di ricordo di un’esperienza immersiva e rigenerante.

Il ritorno allo scuolabus è stato accompagnato dai ringraziamenti dei bambini alle guardie forestali, guide di una piacevole mattinata di fine ottobre, che verrà ricordata dagli alunni delle classi seconde non solo come il giorno di spettri e zucche ma anche come il giorno degli animali notturni, degli uccelli e degli alberi.

In attesa della visita al bosco rinato in primavera, gli alunni si portano a casa ricordi e sensazioni di serenità di una tiepida, e per niente spettrale, mattinata d’ottobre!

Elisa Furlanetto
per www.6inradio.net

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