Marco

Ti capita di raccontare qualcosa che ti è successo e di non essere creduto?

A me è capitato. Ma non solo quando ero piccola, ma anche da grande qualche volta.

Per esempio quando racconto di quando da bambina mi hanno portato a vedere l’acquario di Trieste. Ricordo lo stabile, me lo ricordo enorme, umido e buio ma di pesci non me ne ricordo uno. Ho un ricordo – invece – di un posto lì vicino, credo la pescheria e di un essere bianco e nero che era lì ad aspettare qualche boccone.

Un ricordo che mi ha confermato papà, moltissimi anni dopo.

Però quando racconto che a Trieste viveva un pinguino libero di andarsene per la città non mi crede nessuno. Ma ora ho le prove!

Sai chi era il pinguino Marco?

Autore: Radio Magica

Lettore: Daniela Gattorno

 

Cosa devo fare?

Anche tu hai sentito qualche storia che fatichi a credere? Oppure hai vissuto tu una storia invidiabile e che sai che i tuoi compagni dubiterebbero essere proprio del tutto vera?
Raccontacela nel box dei commenti!

Verranno pubblicate a partire dal 22 agosto 2019. Successivamente rimarrà aperto a chi vorrà inviarci le sue storie.

Su Marco sono stati scritti alcuni libri e se cerchi in internet troverai anche dei telegiornali che ne parlano. Su Marco sono state raccontate anche storie fantasiose (come quella che sia stato salvato dall’assalto di un’orca). Su Marco si è saputo solo molti anni dopo che non fosse un Marco.


Ti sei perso le puntate precedenti?

Attenzione allora, perché siamo ormai alla sesta puntata! Comincia ad organizzarti: le dieci proposte di scrittura dell’edizione estiva 2019 le potrai raggiungere al tag #scrittura creativa 2019

Vuoi altre idee?

Le troverai fra le proposte di scrittura dell’edizione estiva 2018: al tag #scrittura creativa 2018

Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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Ginevra Del Piero
Ospite
Ginevra Del Piero

Ciao carissima Maestra Francesca,

l’anno scorso sono andata in vacanza a Capo Verde, che è un’isola in mezzo all’oceano. La ricordo come un’isola povera, molto arida con poca vegetazione, e dove una delle attività era l’estrazione del sale. Oltre a piscina mare ed onde dell’oceano ho fatto delle escursioni e vissuto delle avventure fantastiche.

Quando sono tornata ed ho raccontato ai miei compagni del punto Verde che ero andata nel cratere di un vulcano e a nuotare con gli squali, non mi ha creduto nessuno.

Ora va bene è vero: il cratere è di un vulcano spento, e all’interno ci sono delle saline dove puoi anche fare i massaggi con il sale, ed il bagno in un’acqua super salatissima che ti tiene a galla anche se non vuoi (pure mio papà che pesa molto). Quindi è vero che avevo esagerato un po’.
Ma con gli squali è un po’ diverso, lì ci sono andata veramente, e la paura era grande. Il giorno dopo ho dovuto portare una foto per dimostrarlo.

Ok nella foto c’era il mio piede vicino ad uno squaletto lungo nemmeno mezzo metro. Mi sono salvata dicendo che non avevo specificato la dimensione, ma uno squalo lo era di certo!!

Un bacio bacioloso ed un abbraccio abbraccioso da Gigi D+

Giulia Valerio
Ospite
Giulia Valerio

Eravamo al mare e ad un certo punto a me e ai miei fratelli ci era venuta in mente l’idea di pescare un granchio. Allora abbiamo chiesto aiuto a papà che con secchiello e paletta ce ne ha catturato uno bello grande. Ci abbiamo messo l’acqua del mare e lo abbiamo portato sotto l’ombrellone. A ora di andare via volevamo portare il granchio a casa ma mamma e papà non volevano…
Dopo vari tentativi di convincimento siamo riusciti a trovare un compromesso: lo avremmo portato a casa a farlo vedere ai nonni ma il giorno dopo lo avremmo riportato al mare in acqua perché era peccato farlo morire.
Siamo saliti in macchina e però alla prima curva il secchiello si è ribaltato e il granchio ha cominciato a camminare in giro per tutta la macchina tanto che non riuscivamo proprio a riprenderlo, ci siamo dovuti fermare perché era diventato un pericolo specie per mamma che aveva una paura matta e saltava al minimo rumore.
Alla fine l’abbiamo catturato e lo abbiamo riportato in mare.
Questi sono i granchi!

Irene
Ospite

Officina di Scrittura #6.
Marco.
Ciao maestra Francesca io vi racconto la storia del mio cane Maya:”UNA GRAVIDANZA ISTERICA”!
Ne avevo sentito parlare in diverse occasioni ma non ci avevo mai creduto!
E invece qualche giorno fa è successo proprio al mio cane!
Maya produce latte dalle mammelle, è molto nervosa e a volte piange in un modo assurdo!
Così abbiamo telefonato al veterinario anche perché sembra che ha preso un brutto e forte virus intestinale e lui ci ha anche detto che ha una gravidanza isterica!
Chi ci avrebbe mai creduto!
Così ci hanno suggerito di darle un piccolo peluche (come fosse il suo cucciolo) per osservare il suo comportamento(se piange, se lo lava, se lo coccola) e abbiamo scoperto che rispecchia proprio tutto quello che ci ha detto il veterinario!
Povera Maya!

Gabriele
Ospite
Gabriele

Maestra Francesca, voglio raccontare la storia di una canzone che la mamma da piccolo poppante cantava e anche ora lo fa. Parla della luna… E delle sue fasi… 🌚🌔🌓🌕🌖🌗🌘Quando è piena 🌕oppure quando è uno spicchio calante…. 🌛La mamma mi racconta che una zingara voleva sposare un re e fece una promessa alla luna… Ma la luna rispose che se voleva sposare il re doveva regalare a lei il suo primo figlio. La zingara fece questo patto. Riuscì a sposare il re e rimase incinta. Dopo 9 mesi nacque un bimbo, bianco come la luna e il re che era scuro come la madre del bimbo… Si arrabbio’ 😖tantissimo e come dice la canzone ” per il suo onore e pazzo di dolore” uccise sua moglie, prese il bimbo e lo abbandonò in cima alla montagna. La luna che è senza braccia calò sul bimbo e si fece culla….🌛 Così se vediamo la luna piena 🌕significa che il bimbo dorme bene ma se il bimbo piange lei cala e lo trastulla. La canzone è bella e ogni volta controlliamo la luna… Chissà però perché gli zingari parlano di questa leggenda.🙄E poi che cosa brutta una madre che regala il suo bambino.
Ciao maestra.
GABRy😀