Kennedy Space Center chiama 6inradio, maestre, amici, mi ricevete?

Sono in Florida, e oggi mamma e papà mi avevano detto che dovevamo andare a fare shopping, e io ero già annoiata.
Dopo un bel po’ di strada, guardo fuori dal finestrino e leggo la scritta Kennedy Space Center e vedo il serbatoio (enorme) con i due razzi (enormi) dello Space Shuttle.
In quel momento pensavo che fosse un parco che parla di spazio dove tutto è finto, cioè di plastica dura… o ricostruito in metallo, ma non vero.

Sospettavo qualcosa ma subito non ho azzardato che fosse la NASA perché se non fosse stata la NASA sarei stata molto delusa e dire così è veramente pochissimo!!
Poi però, dopo aver ricevuto delle indicazioni e suggerimenti da papà e mamma, ho capito che quello che pensavo era giusto: eravamo proprio alla NASA!

Meraviglia!
Stupore!
Gioia allo stato puro!
Tripudio!

Eravamo proprio alla NASA!!!!

Il mio cuore ha fatto i salti di gioia a scoprirlo, e ha sobbalzato ancor di più quando ho visto lo stemma gigante che c’era all’ingresso. Non potevo proprio crederci! Ero al settimo cielo e anche oltre!!!! Oltre allo stemma c’era anche un monumento dedicato al Presidente Kennedy, con scritta una parte del suo famoso discorso.

Di quello a me piace quando dice “We choose to go to the moon…not because they are easy but because they are hard” forse perché è l’unica che ho capito.
È stato proprio il Presidente Kennedy che ha dato un grande contributo allo sviluppo del programma spaziale americano.

Quindi siamo andati alle informazioni e ci hanno dato le audioguide, ma solo dopo essere stati un bel po’ in coda, perché diciamo che in America ce ne sono sempre (che gli piaccia stare in coda?).
Subito dopo l’ingresso c’è il parco con i Razzi delle missioni Ares e Gemini. Sono grandissimi.

I razzi delle missioni Ares e Genimi

Io pronta ad imbarcarmi nella GEMINI: vedete quanto è piccola?

Ci si poteva anche sedere all’interno di una capsula Gemini.

Non oso immaginare come deve essere stato restare lì dentro per 14 giorni seduti con la tuta spaziale.

Deve essere stato un inferno.

Sicuramente chi fa l’astronauta non deve soffrire di claustrofobia perché lo spazio della capsula è piccolissimo.

Abbiamo preso un autobus per fare il giro di tutto il centro. Come prima cosa siamo stati a visitare il Vehicle Assembly Building VAB, uno degli edifici più grandi del mondo, alto 160 metri. Come dice la parola è l’edificio in cui vengono assemblati i razzi.

Vehicle Assembly Building VAB

La bandiera che è dipinta fuori è talmente enorme che la sola parte blu è grande come un campo da basket. Mi sono sentita una formica.

Da qui i razzi vengono portati alle piattaforme di lancio con questo strano mezzo, che viaggia ad una velocità mooolto lenta: ben 1,6 km/h. Ci mette a volte anche una giornata intera per portare il razzo alla piattaforma.

Piattaforme del complesso 39

Abbiamo visto le piattaforme del complesso 39, che è composto da 39A e 39B.

Il 39A è quello da cui sono partite tutte le missioni per la Luna.

Il 39B è al momento in fase di ristrutturazione e verrà utilizzato per lanciare il successore del Saturno V, lo Space Launch System SLS, assieme alla nuova capsula Orion nel 2020.

Poi ci siamo diretti verso la piattaforma 40, dove era già stato posizionato il razzo Falcon 9 della Space X, pronto per il decollo. Che emozione!!!

Falcon in posizione di lancio

Falcon in posizione di lancio

I laghi di acqua sotto le piattaforme di lancio dei razzi

I laghi di acqua sotto le piattaforme di lancio dei razzi

Al di sotto di ogni piattaforma c’è praticamente un lago di acqua, perché la potenza dei motori è così grande che se non ci fosse l’acqua a proteggere il cemento, si romperebbe tutto!

Andando verso il museo del Saturno V, in un laghetto che costeggiava la strada, abbiamo anche visto un alligatore! (sarà stato questo? VIDEO A LINK ESTERNO n.d.r.)

Sembra che in Florida ce ne siano moltissimi, ma quello è l’unico che ho visto io.

Entrando nell’edificio che ospita il Saturno V, la prima cosa che vedi sono i motori.

Sono giganteschi. In foto sembrano molto più piccoli. È bellissimo e mi esplode il cuore.

E ancora mi sono sentita una formica.

Anche il secondo stadio ha comunque motori più piccoli del primo ma enormi anche quelli, e poi c’è il terzo stadio grandissimo anche quello.

I motori della Saturno V

I motori della Saturno V

Alla fine si trova la capsula degli astronauti, che in confronto al resto è piccola. Ma piccola davvero. In una sala laterale era in mostra la capsula originale dell’Apollo 14.

Capsula Apollo 14

Capsula Apollo 14. Veramente lei: l’originale!

Abbiamo anche visto l’evoluzione delle tute spaziali. Alcune buffe tipo cavalieri medioevali. Mi sembrava di essere tornata indietro nel tempo, altro che spazio! Ma non c’era quella che stanno progettando per Marte.

Evoluzione delle tute spaziali

Evoluzione delle tute spaziali

Tornati al complesso centrale, abbiamo avuto la straordinaria fortuna di incontrare un astronauta: Roger Crouch [link esterno a Wikipedia].

Ci ha raccontato la sua storia anche se non ho capito molto perché parlava in inglese, ma me l’hanno poi tradotta mamma e papà.

Ha fatto due missioni sullo Space Shuttle, la STS-83 e la STS-94.

Nella prima missione sono stati in orbita solo quattro giorni e poi un problema tecnico al serbatoio di idrogeno e ossigeno li ha fatti finire fuori orbita e hanno dovuto attendere di ripassare sopra la Florida per poter rientrare di corsa sulla Terra. La seconda missione invece è durata ben sedici giorni, durante i quali ha potuto svolgere esperimenti di microgravità e sui materiali- Esperimenti che sono continuati poi nella ISS.

Roger Crouch

Roger Crouch tiene la sua lezione

La sua storia è molto divertente, perché ci ha raccontato che all’inizio per diventare astronauta dovevi essere pilota militare, ma lui era daltonico, ed essere daltonici era un problema.

Infatti aveva fatto domanda alla Marina ma gli avevano hanno risposto di no, poi ha provato con l’Esercito che gli ha detto: “Ascolta, non ti hanno preso gli altri vuoi che ti prendiamo noi?

Infine ha provato l’Air force che ha gli ha ribadito: “Ascolta, non ti hanno preso gli altri due, vuoi che ti prendiamo noi? Va a casa che è meglio”.

Nel frattempo si è laureato in Fisica e ha iniziato a lavorare per la NASA come scienziato.

Quando la NASA ha cominciato a pensare che certi esperimenti nello spazio era meglio venissero svolti da scienziati specializzati, Crouch subito ha fatto domanda, venendo selezionato come futuro astronauta.

Ha voluto sottolinearci come la sua storia insegna che tutto è possibile, che bisogna sempre crederci e ed ha detto una frase in inglese che mi sembra molto bella: “Never ever give up”. Cercherò di tenerla a mente.

Ha anche raccontato lo scambio di battute con gli specialisti della Nasa che lo stavano preparando per la missione.
In caso di problemi, probabilmente sarebbe atterrato in mare in una zona piena di squali.
Gli avevano detto che il colore arancione della tuta avrebbe tenuto a distanza gli squali.
Lui da bravo scienziato ha chiesto: “Ma è stato testato?”
La risposta non proprio rassicurante è stata: “No, ma speriamo che funzioni”.

…E lo stesso per l’apertura del paracadute da altezze e velocità così elevate. “Ma è stato testato?” “No, ma speriamo che funzioni”.

Penso sia partito un po’ preoccupato.

 

Dopo l’incontro con Roger Crouch, ed aver fatto le foto con lui ed essermi fatta fare un autografo anche per 6INradio ci siamo diretti verso l’edificio che ospita lo Space Shuttle Atlantis.

Roger Crouch dedica un saluto a 6INradio

Roger Crouch dedica un saluto a 6INradio

Che meraviglia!!!

Ed è molto più grande di quello che pensavo. Anche se poi, mi sono potuta sedere sul simulatore di volo, e anche questo dentro è piccolo, c’era veramente poco spazio.

E pensare che nel suo vano di carico, ci stavano dentro le sezioni della ISS man mano che le portavano nello spazio per costruirla.

Lo Space Shuttle Atlantis!

A conclusione di una giornata davvero straordinariamente straordinaria abbiamo avuto la fortuna di assistere a un lancio, ma un lancio vero!!

Era previsto infatti il lancio dello Space X Falcon 9 con il satellite Amos 17.

È stata un’emozione enorme vedere quella fiamma così grande e sentire quel rumore assordante anche se eravamo a 13 km di distanza.

È stato veramente super mega fantastico! Avevo le farfalle nello stomaco. E le ho anche adesso che ve lo sto raccontando. Pronti per averle anche voi?

 

 

Gigi consiglia:

Presidente Kennedy Speech: https://www.youtube.com/watch?v=g25G1M4EXrQ

Space X Amos 17 Mission: https://www.spacex.com/news/2019/08/06/amos-17-mission

Kennedy Space Center: https://www.kennedyspacecenter.com/

Space Shuttle: https://en.wikipedia.org/wiki/Space_Shuttle

 

 


Io reporter

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Francesca Bomben

Sperimento linguaggi, narro di luoghi e imparo molto alla Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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