Il MuSe di Trento

Ciao a tutti!

Durante queste vacanze sono stata al MuSe, il museo delle scienze che si trova a Trento. Il MuSe parla dei vari aspetti della vita come le scienze animali e vegetali, la storia e le risorse del pianeta Terra.

È suddiviso in cinque piani e io vi racconterò le cose che mi sono piaciute di più per ognuno di questi.

La cosa che mi ha colpito di più entrando è stata vedere tantissimi animali appesi (uccelli, cervi, lepri, volpi, lupi, ecc…) che scendevano dal soffitto fino al piano più basso e c’erano perfino degli scheletri di dinosauri a dimensione reale!

Questo è l’ingresso del museo

Ho letto che gli animali non sono stati uccisi di proposito ma sono morti di cause naturali ed i ricercatori ne hanno raccolto le pelli per poi ricreare gli animali che vediamo appesi.

La visita inizia dal piano più alto, cioè il quarto, che parla di avventure tra i ghiacci, clima e organismi viventi (in un video ho visto il paramecio) esplorazione e ricerca.

Le cose che mi sono piaciute di più in questo piano sono: toccare il ghiaccio in una riproduzione delle montagne del Trentino lasciando l’impronta della mia mano…

Le impronte delle mani sul ghiaccio

e vedere gli strumenti che usavano i primi esploratori per scalare le montagne (bastoni, picozze, pelli di foca) messi a confronto con quelli più moderni e la torcia originale della Ventiseiesima Olimpiade.

Al terzo piano c’è una parte chiamata Esplora il bosco dove, nascoste nei cassetti, si trovano parti di animali o le loro impronte tutte da scoprire. Il cassetto che mi è piaciuto di più è stato quello con dentro tante cacche di animali: la più grande era la cacca del gufo reale!

Sempre in questo piano ho visto il Labirinto della biodiversità alpina dove, entrando in un percorso, ho incontrato tantissimi animali (cervi, orso bruno, aquile, lepri, ermellini, ecc…) che vivono nelle montagne ed ho letto tante curiosità su di loro.

A metà labirinto ho visto un video interessantissimo che raccontava della simbiosi tra il Phengaris Arion (farfalla) e la Myrmica Sulcinodis (formica): il bruco prima di trasformarsi in farfalla, si lascia cadere a terra e le formiche lo trascinano nella loro tana dove il bruco si finge di essere uno di loro.
Inizia così la simbiosi: le formiche si nutrono delle sostanze zuccherine prodotte dal bruco e lui mangia le loro uova e le larve.
Dopo nove mesi il bozzolo si schiude ed il bruco diventa farfalla e vola via dalla tana delle formiche.
Secondo me è una storia incredibile!


Ho trovato il video anche su Youtube, è in inglese ma guardatelo perché le immagini sono davvero interessanti

Il secondo piano parla della geologia delle Dolomiti e delle risorse del sottosuolo: l’ho trovato un po’ difficile da capire perché ancora non l’abbiamo studiato a scuola.

Nel primo piano la parte che mi è piaciuta di più è stata quella della Preistoria Alpina; nelle teche ho visto le armi, le ossa, le punte delle frecce, i vasi ed era spiegata l’evoluzione dell’uomo preistorico nell’ambiente di montagna. Tramite le riproduzioni degli uomini a grandezza naturale  vengono spiegati diversi lavori nelle varie epoche: cacciatore, agricoltore, fabbro, ecc…

Sembra vera, vero?

Il piano terra è quello della Scienza Interattiva ed è il più divertente di tutti! Qui ho provato diversi esperimenti scientifici che sembravano dei giochi e ci ho passato più di un’ora. I più belli sono: lo slinky gigante (molla elicoidale per osservale le oscillazioni), la creazione di un vortice in un cono trasparente pieno di acqua, il letto di chiodi sul quale mi sono distesa (dolore!!!) ed un esperimento per misurare la velocità dei miei riflessi.

L’ultimo piano che ho visitato è quello sotterraneo dove c’è una serra tropicale nella quale ho visto anche la pianta del caffè e poi c’è la bellissima sezione dedicata ai dinosauri.

Qui ho potuto ammirare tante ricostruzioni di scheletri di dinosauri, sia rettili marini che grandi mammiferi, e ho letto le loro abitudini e caratteristiche.
Grazie ad un dispositivo per la realtà aumentata abbiamo visto i dinosauri in carne e ossa: inquadrando lo scheletro prendeva vita sullo schermo il dinosauro e poi si muoveva nel suo ambiente. E’ difficile spiegarlo a parole così ho fatto per voi questo video per farvi capire di cosa parlo.

Vi consiglio di visitare assolutamente il MuSe e prendetevi una giornata intera per farlo…noi siamo stati dentro

otto ore!

Buona visita a tutti,

Greta

Io reporter

Anche tu hai visitato un posto incredibile o fatto un’esperienza importante e vuoi mandare il tuo report a 6INradio per farlo conoscere ai tuoi compagni di scuola e a tutti? Sì?

Allora scrivi alla redazione mandando il tuo scritto: lo leggeremo e se ci piacerà lo pubblicheremo.

Ricorda: le foto non devono rappresentarti e devono essere state scattate da te. Seleziona le migliori (massimo quattro) e scegliendo tra quelle più pertinenti al tuo report.
Attenzione: alcuni musei e mostre vietano l’uso delle immagini. 
Se prendi fonti di documentazione da internet devi scrivere da quale sito hai preso ispirazione.
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Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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4 commenti su “Il MuSe di Trento

  • Ciao Greta,
    grazie peer il tuo report deve essere stato molto interessante e sembra molto bello dalle foto che hai messo. Che forte il tuo video ma potevi farlo su tutti gli scheletri? L’hai fatto anche sui dinosauri? Ciao Ciao Davide

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