Cube-me

Ci si può descrivere senza dire e senza scrivere?

Ci si può descrivere in arte, ma senza disegnare il nostro corpo?

Ci si può descrivere con un altro linguaggio, per esempio quello matematico?

Per parlare di descrizioni, per riparlare della teoria del colore, per parlare (ma solo se ne abbiamo avuto voglia) di noi,  abbiamo trascorso due ore con i nostri numeri e mentre stavamo con loro si disegnava e si colorava.

Costruzione 

Un cubo.

Ogni faccia è stata dedicata a un numero che ci rappresentasse e ogni faccia è stata dedicata a uno dei sei gruppi dei diversi colori che abbiamo preso in considerazione.

Diagramma di Itten

Il contrasto

La preparazione

Poi il cubo ha preso forma.

Così la descrizione di noi stessi in numeri ora era pronta per sperimentare insieme una performance di arte effimera.

L’Arte effimera è installazione, è  performance, è l’azione che viene vista come opera d’arte in sé.

In tal senso è preminente il processo sul prodotto e poiché la performance ha il requisito della durata limitata ci siamo affidati alla multimedialità per recuperare il “fatto” sul “fare” che è invece il suo vero scopo.

Cooperazione artistica

Bisognava trovare però un criterio compositivo condiviso e riconosciuto da tutti gli artisti…

Quale criterio adottare?

…e bisognava ascoltare per contrattare le idee di tutti in modo da raggiungere il senso compositivo globale, che cambiava però faccia dopo faccia, gruppo dopo gruppo.

Il criterio di composizione dei cubi ve lo lasciamo scoprire.



L’attività è stata ispirata dalle attività “All about me” e le proposte educative e didattiche della professoressa  Miriam Paternoster.

“La creatività ha bisogno di coraggio.”

– Henri Matisse

Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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