A sbagliare le storie

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Voci narranti: Giovanni Micoli e suo figlio Lorenzo, 4 anni.

A sbagliare le storie” è un racconto di Gianni Rodari tratto da “Favole al telefono” ed è anche il titolo di un capitolo di uno dei suoi libri: “La grammatica della fantasia”.

Rodari, sul suo libro ci avverte che il gioco dello sbagliare le storie sia un “gioco più serio di quanto non sembri a prima vista” e che “chi vi partecipa deve compiere, a livello di intuizione, una vera e propria analisi della fiaba[1] 

Vi propongo allora oggi un gioco molto, molto serio. E quindi guai a ridere!

Chi può partecipare?

Tutti i bambini che vogliono [solo se seriamente] condividere una nuova fiaba inventata da loro.

Cosa devo fare?

Scegli uno degli inizi delle fiabe sbagliate e continuarla e poi postarla usando il box dei commenti.

[Leggendo le mie storie te n’è venuta in mente un’altra?! Mandaci la tua].

Comincerò a pubblicarle dal 22 agosto 2019.

C’era una volta una ragazza che si chiamava Cenerentola. Il padre si era risposato e Cenerentola viveva in una nuova casa con una matrigna buona e gentile e due sorellastre, belle come il sole, laboriose e studiose. Le sorelle tenevano in ordine la casa ed erano delle ottime cuoche.

Lei invece era così… così rozza e con una voce così sgraziata e fastidiosa che ben presto fu chiamata (ma di nascosto, perché le sorelle, a differenza sua, erano educate) Cenerantola e…

[… continua tu…]

C’erano una volta due fratelli che si chiamavano Hansel e Gretel.
Erano due fratelli che vivevano in bello chalet ai margini del bosco con i loro premutosi genitori che li viziavano anche un po’ facendo loro mancare nulla.

La madre era tutta uno zucchero e vezzeggiativi… cosa che Hansel e Gretel trovavano fastidiosa e noiosa.
Il padre era  attento e spesso si raccomandava dicendo: “Non vi allontanate troppo, siate prudenti, attenzione alla segnaletica CAI dei sentieri nel bosco“.
Hansel e Gretel lo giudicavano apprensivo se non addirittura lagnoso e pure un po’ fifone.

Allora i due fratelli decisero di andarsene dalla loro bella casa e da tutte quelle cure che reputavano asfissianti.

[… continua tu…]

C’era una volta…

un povero contadino, che una sera disse alla moglie:

– Com’è triste non aver bambini! È così silenziosa casa nostra! Dagli altri c’è tanto baccano e tanta allegria…

– Sì – rispose la donna sospirando – anche se fosse uno solo, sia pur piccolissimo, non più grosso di un pollice, sarei già contenta; e gli vorremmo un gran bene.

I desideri di quella famiglia si avverarono e nacque un bambino. All’inizio era davvero piccolo, non più di un pollice, ma subito iniziò a crescere a una velocità smisurata. Appena fu in grado di gattonare arrivava già al soffitto di casa. I genitori cominciarono a chiamarlo Pollicione. Erano molto preoccupati perché quando avrebbe iniziato a camminare in piedi…

[… continua tu…]

C’era un volta una bambina che si chiamava Biancaneve.

A casa non faceva che buttarsi dal divano alla poltrona e dalla poltrona al letto, dal quale usciva la mattina non prima delle 11 (quando proprio, proprio doveva alzarsi prestissimo).

Non c’era verso di farle fare alcunché né coinvolgerla nel farsi aiutare a fare qualsiasi cosa.
Un giorno la madre vide sul giornale un annuncio: in una casa dove vivevano sette minatori cercavano una governante. Mandò Biancaneve da loro (vivevano solo qualche casa più in là), sperando che un po’ l’orgoglio, un po’ l’ambiente diverso avrebbero smosso Biancaneve dalla sua pigrizia.

Già arrivare a piedi accompagnata dal cacciatori fino alla casa dei nani minatori si rivelò un’impresa e dopo un giorno solo già si seppe che la figliola aveva un nuovo soprannome: Stancaneve. Infatti …

[… continua tu…]

C’era una volta una bambina che viveva con la mamma in una casetta al margine della faggeta: questa bambina si chiamava Cappuccetto Rosso perché girava sempre con una giacchettina di Gorotex rossa.

La nonna di Cappuccetto Rosso aveva l’alpeggio in una casera del Pian Cansiglio e un giorno la mamma di Cappuccetto pensò di mandare la figlia a portarle il pranzo.

Prima di partire, la bambina promise alla mamma di non fermarsi nel bosco per nessun motivo, ma soprattutto le promise di non dar fastidio al lupo che aveva trovato rifugio e tana proprio in quei posti.

Promessa del tutto vana perché appena intravvide il lupo…

[… continua tu…]


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Attenzione allora, perché siamo ormai alla settima puntata! Comincia ad organizzarti: le dieci proposte di scrittura dell’edizione estiva 2019 le potrai raggiungere al tag #scrittura creativa 2019

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Per approfondire

[1] si riferisce alle ricerche di Propp 

Tutte le storie dei fratelli Grimm

Tutte le fiabe di Hans Christian Andersen

 

Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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