Bora – la leggenda

C’era una volta Eolo, Signore incontrastato dei venti, che amava viaggiare per il mondo assieme ai suoi adorati figli. Tra questi, la sua preferita era la giovane e capricciosa Bora.

Un bel giorno giunsero su un verdeggiante altopiano che scendeva ripido verso il mare e Bora si allontanò per andare a giocare con le nuvole. Dopo un po’, incuriosita, entrò in una caverna dove avvenne l’incontro con l’umano eroe Tergesteo, un Argonauta che era appena tornato dall’impresa del “Vello d’Oro”. Fu amore a prima vista.
Quando Eolo si accorse che la sua figlia prediletta era sparita, preoccupato decise di andare a cercarla.
Dopo giorni di disperate ricerche, ne passarono sette, finalmente la trovò e, vedendola abbracciata a Tergesteo, si infuriò a tal punto che si avventò contro scagliandolo con violenza contro le pareti della grotta finché l’eroe rimase a terra, privo di vita.
Il padre ordinò quindi a Bora di ripartire ma lei, distrutta dal dolore, non ne volle sapere e scoppiò in un pianto così disperato che ogni lacrima che sgorgava dal suo viso si trasformava in pietra.

Le lacrime furono talmente tante che il verdeggiante suolo dell’altopiano venne completamente ricoperto da un manto pietroso, mentre dal sangue di Tergesteo nacque la pianta di sommaco, che da allora inonda di rosso l’autunno carsico.

Alla fine Eolo decise di ripartire e di lasciare Bora sul luogo che aveva visto nascere e morire il suo primo e unico amore. Allora il mare, impietosito, ricoprì il corpo del povero innamorato di conchiglie, stelle marine e verdi alghe.
Col tempo su di esso si formò una ridente collina sulla quale sarebbe poi stata fondata una città che, in onore di Tergesteo, sarebbe stata chiamata Tergeste, mutata poi in Trieste.

Bora si ritrovò sola, ma da quel giorno, ogni anno rivisiterà quei luoghi, per lei magici e tragici, arrivando con tutta la forza prorompente per cercare il suo amore perduto. Ogni anno tre, cinque o sette giorni cerca il suo splendido amore: sono i giorni in cui Bora soffia impetuosa.

Foto del 21 febbraio 2018 via Meteoweb

 

L’immagine di testa del post è di Sarolta Szulyovszky che ci ha cortesemente autorizzato a pubblicare una delle sue opere.

Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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Davide Gravili
Ospite
Davide Gravili

Ciao Maestra, che leggenda romantica. È vero che si dice Bora bianca quando Bora abbraccia Tergesteo e Bora scura quando non lo trova? 😕😞 chissà cosa pensano i triestini della Bora e come fanno ad accettare quando è impetuosa…😒 ciao ciao!!!

Davide Gravili
Ospite
Davide Gravili

Mi ha fatto ridere l’idea della Bora che va a pranzo 🤣. Comunque non è che, il refolo ha sbagliato zona in questi giorni? Sai sono un po’ arrabbiato visto che mi ha fatto ammalare 😣ciao ciao a presto (spero).

Manuela Doimo
Ospite
Manuela Doimo

Bellissimo racconto!
Grazie maestra!

Diego Steffan
Ospite
Diego Steffan

Ciao maestra, ho scoperto che la bora può essere chiara oppure scura. Ma non ho capito perché si dice che la bora duri solo giorni dispari e non pari.