In fondo al mar… ci sono gli archeosub

Durante l’interruzione festiva di dicembre nostra inviata speciale Ginevra D+ è andata a visitare per voi la mostra “Nel mare dell’Intimità” a Trieste per vedere con i propri occhi il lavoro degli archeosub.

Leggiamo la sua cronaca.

Nel mare dell’intimità è a Trieste, nel Salone degli Incanti, vicino al porto. Mi sono fermata a vederla andando verso la Slovenia e quel giorno pioveva.

La mostra riguarda oggetti e relitti recuperati in fondo al mare. Le prime cose che venivano mostrate erano carte geografiche antiche del mar Adriatico, importanti perché facevano vedere come erano cambiate nel tempo.

C’erano anche due mappamondi antichi molto diversi tra di loro: uno era il mondo intero, l’altro aveva disegnati animali. Una delle carte geografiche era tridimensionale e illustrava quanto è profondo il mar Adriatico.


Di fronte all’ingresso è stata creata una rappresentazione del mare con sopra la ricostruzione di navi, che si potevano vedere ancora più da vicino con dei binocoli messi a disposizione.

Due di queste erano molto più grandi e molto più curiose da osservare.

I modellini erano navi di varie epoche che hanno solcato il mar Adriatico.


Proseguendo sulla sinistra era esposta la nave cucita, dove le assi di legno erano tenute assieme da corde, poi degli antichi cannoni, e subito dopo una canoa fatta con un unico tronco scavato.

C’erano anche molte vetrine di reperti recuperati in mare da navi affondate: piatti, bicchieri e altri oggetti di vari materiali come vetro, ceramica, terracotta.

In fondo alla sala c’era la ricostruzione di una nave con dentro molte anfore di varie forme e dimensioni, che servivano per trasportare da mangiare e da bere.


Al centro della mostra erano esposte le statue, una di queste è l’Atleta di Lussino, che è l’unica perfetta e intatta mentre le altre erano rotte e senza dei pezzi. L’atleta di Lussino non era quello originale ma una copia perfettamente uguale.

Ha tanti dettagli che lo fanno sembrare vero ma non ha gli occhi.


La cosa che mi ha colpito di più e che ricordo più spesso, oltre all’atleta di Lussino, è il sommergibile tedesco, affondato fuori dal porto di Trieste. Mi ha impressionato sentire che era un sommergibile piccolo e che ne esistono altri molto più grandi di lui, perché a me è sembrato già grande quello!


Subito accanto era posizionato un pezzo del sommergibile Medusa italiano. Ho letto che questo è stato affondato a Venezia nella prima guerra mondiale. Nella seconda guerra mondiale un altro sommergibile con lo stesso nome è stato affondato vicino alle coste dell’Istria: il nome Medusa non porta molta fortuna ai sommergibili.

In alcuni punti dell’esposizione vengono mostrati dei video che ci insegnano come gli Archeosub recuperano i reperti. In uno si vede che recuperano un pezzo di aereo e in un altro che usano una griglia per individuare gli spazi che hanno già perlustrato per distinguerli da quelli che rimangono ancora da ispezionare.

La mostra mi ha insegnato che gli Archeosub fanno un lavoro importantissimo e prezioso per recuperare oggetti del passato che ci aiutano a ricostruirlo.

Fotoreporter Ginevra D+

 

Francesca Bomben

Insegnante per l'asse dei linguaggi e per l'asse antropologico presso la Scuola Primaria di Roveredo in Piano, Pordenone.

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3 commenti su “In fondo al mar… ci sono gli archeosub

  • Ciao Ginevra sei stata bravissima complimenti, c’erano tante cose interessanti che hai visto. Grazie di averle condivise. Noi non siamo potuti andare.

  • Ciao Marco e Gabriele,
    vi ringrazio per quello che mi avete scritto. Se avrete l’occasione andate a vederla anche voi perché è molto interessante. Magari un giorno verrete a vedere anche la mia mostra visto che io vorrei diventare un archeosub!!!
    A domani
    Ginevra

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